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Sesta Rassegna Teatrale 2008/2009 F.I.T.A. Lombardia

 

 

e

Teatro Silvestrianum - Milano

 

Si svolgerà presso il Teatro Silvestrianum di Milano la Sesta Rassegna Regionale F.I.T.A. Lombardia.

Al termine della Rassegna saranno assegnati i seguenti premi:
- miglior spettacolo
- miglior regia
- miglior attrice protagonista

- miglior attore protagonista
- miglior attrice non protagonista

- miglior attore non protagonista.
Ci sarà inoltre il premio "maggior gradimento del pubblico" che sarà assegnato direttamente dal pubblico attraverso un voto che ogni spettatore potrà esprimere al termine di ogni spettacolo in concorso tramite apposite schede di votazione.

 

 

 

Queste le compagnie F.I.T.A. ed i relativi titoli selezionati dal Comitato di Valutazione che parteciperanno alla Rassegna.

 

 

Data

Compagnia

Titolo

Presentazione dello spettacolo

Sabato

22 novembre 2008

 

Panvil Productions

Ponte Sesto di Rozzano (MI)

 

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Il gioco dell'amore e del caso

di P. Marivaux
 

Una divertente “Commedia dell’Arte” che vede due nobili promessi sposi vestire i panni dei propri servitori, all’insaputa l’uno dell’altro, per meglio conoscersi prima del matrimonio. Anche i servitori, vestiti come i loro padroni, si ritrovano a giocare con l’amore restandone intrappolati.
Un capolavoro di P. Marivaux, considerato uno dei maestri del sentimento, dove l’autore descrive il gioco dei travestimenti, la passione amorosa e le diverse classi sociali con la leggerezza e l’ironia tipica dei personaggi della “Commedia dell’Arte”.

 

Sabato

10 gennaio 2009

 

Compagnia Teatrale Il Mosaico

Vigevano (PV)

 

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A scatola chiusa

di G. Feydeau
 

Nella loro casa di campagna, monsieur Pacarel e la moglie Marta ospitano due amici di famiglia: il dottor Landernau e la consorte Amandine. Monsieur Pacarel, incolto quanto simpatico padrone di casa, arricchitosi con la fabbricazione di zucchero per diabetici, si mette in testa di dare lustro alla famiglia facendo rappresentare al famoso Teatro dell’Opéra di Parigi un “Faust” che la figlia Giulia, sedicente scrittrice, ha composto da poco. Per fare ciò, Pacarel pensa a un fantasioso ricatto: poiché il Teatro dell’Opéra sta cercando di scritturare il tenore più famoso del momento, egli intende anticipare questa mossa, ingaggiando personalmente l’artista. Sarà in cambio di quest’ultimo che chiederà all’Opéra di rappresentare l’opera della figlia. Ma non si deve mai comprare “a scatola chiusa”: in casa Pacarel, infatti, per una serie di incredibili equivoci, non arriva un tenore, bensì un giovanotto che porterà grande scompiglio, anche sentimentale, sia nella famiglia Pacarel che in quella di Landernau.
Nel susseguirsi di dialoghi serrati, di esilaranti malintesi, di vertiginosi colpi di scena e di deliziose situazioni comiche, costruite con la consueta precisione del matematico, si rivela tutto il genio di Feydeau.
Chat en poche, titolo originale dell’opera (letteralmente il gatto in tasca, espressione francese che significa “a scatola chiusa”), è il secondo vaudeville di Feydeau, scritto a ventisei anni e rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1888.
Feydeau scrisse “Se vuoi far ridere, prendi dei personaggi qualunque, mettili in una situazione drammatica e procura di osservarli da un'angolazione comica".
A scatola chiusa è la perfetta realizzazione (insieme a tutte le commedie dell’autore) di questa sua “massima”.

Sabato

7 febbraio 2009

 

Compagnia Teatrale Città di Milano

Milano

La cantatrice calva

di E. Ionesco
 

La Cantatrice Calva ( 1949 ) è stato il primo esempio di un nuovo genere teatrale, il teatro dell’assurdo, in cui la vicenda subisce uno stravolgimento e un allontanamento dai canoni di comunicazione teatrale utilizzando frasi fatte, dialoghi contrastanti e luoghi comuni.
I personaggi parlano ma non comunicano, limitandosi a uno scambio di frasi banali e convenzionali, prigionieri del loro conformismo.
L’autore definisce il suo lavoro una “ anticommedia “ caratterizzata da un surrealismo soprattutto verbale. La sua comicità, fondata sull’assurdo e il nonsenso,costituirà sempre una costante del teatro di Ionesco.
In lui coesistono un abile comico, esperto nei giochi del linguaggio e nella derisione, un poeta e un metafisico, scrittore del sogno e dell’angoscia. Il grottesco e il riso feroce evidenziano il vuoto di un’esistenza umana appiattita e banalissima stereotipo e rivelano il carattere distruttivo dell’automatismo della ripetizione.
Il lavoro - con il suo linguaggio comico-grottesco, apparentemente assurdo - vuole rappresentare l’incomunicabilità dei giorni nostri - ignorata o negata - dalla quale emerge la tesi di Ionesco: ridere di noi stessi, lasciandoci ( complice una “ assurda e graffiante ironia ) la consapevolezza di cosa e perché stiamo ridendo.

Sabato

21 febbraio 2009

 

Gruppo Teatrale Il Palcaccio

San Giorgio Mantovano (MN)

 

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Se devi dire una bugia dilla grossa

di R. Cooney
 

L'intreccio si sviluppa essenzialmente intorno a due stanze d'hotel troppo affollate e, perciò adatte a favorire coincidenze e intrecci.
L'Onorevole Corrado della Rocca, a Roma per impegni politici e ospite dell'hotel con la moglie, vuole concedersi una scappatella con l'avvenente Samantha Romano.
Per riuscire nel suo intento si fa aiutare dal proprio segretario, Giulio Marchini, tanto fidato quanto naturalmente portato ad infilarsi in situazioni imbarazzanti e sconvenienti.
In uno scoppiettante susseguirsi di gags, battibecchi e colpi di scena, i protagonisti si trovano a vivere, anche loro malgrado, situazioni esilaranti ma sempre assolutamente realistiche, che coinvolgono sempre più personaggi in un vero o proprio vortice di equivoci e risate. Il ritmo incalzante dell'azione e dei dialoghi si combina alla perfezione con una comicità misurata e mai farsesca, che porta alla luce vizi e ipocrisie contemporanei.
Il divertimento è garantito.

 

Sabato

28 marzo 2009

 

Amici della Prosa

Milano

 

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Al Dio ignoto

di D. Fabbri
 

“Ci potrà essere un mondo senza Dio, mai un mondo senza Cristo.”

Il dramma è condotto da Fabbri lungo due linee di ricerca parallele: quella dell'attore su sè stesso (le crisi e le finalità della sua vocazione) e quella su un cattolicesimo con la sua fede e le sue contraddizioni. Ne segue una dialettica fra laicismo e religiosità davanti al grande Enigma della storia cristiana: la Resurrezione. E proprio l’alternarsi di dubbi e certezze acuisce un bisogno di identità spirituale così vicino all’uomo di oggi.